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Nella giornata di ieri si sono svolte le elezioni presidenziali in Bielorussia. I risultati, per l’ennesima volta, confermano il presidente uscente Lukashenko con l’80%.

Come affermato da Lidia Yermoshina, capo della Commissione elettorale centrale della repubblica, Alexander Lukashenko ha vinto in tutti i distretti che hanno riferito sul conteggio dei voti. La sua principale rivale, Svetlana Tikhanovskaya, ha ottenuto il 9,9% dei voti.

In questi giorni i metodi usati per censurare l’opposizione hanno fatto molto discutere in Europa e non solo. Non si contano gli arresti tra membri dell’opposizione e protestanti di piazza, l’utilizzo della forza e nella giornata di ieri in concomitanza delle elezioni un progressivo oscuramento di internet per siti “scomodi” al regime.

Nella serata di ieri, dopo la chiusura dei seggi elettorali, i bielorussi sono scesi per le strade della capitale, tra canti antigovernativi, cortei motorizzati e non: siamo all’inizio di una notte molto complessa.

La polizia stradale ha da subito bloccato parte di Pobediteley Avenue e le strade centrali adiacenti. Nel frattempo un contingente delle forze di sicurezza si è allineato e mosso verso i manifestanti per bloccarli.

Le strade diventano zona di guerriglia, i manifestanti cercano di resistere alla polizia di Lukashenko mentre l’esercito sbarra le strade con mezzi militari, la contro-risposta sono granate stordenti e rumorose, udite a diversi isolati di distanza.

Le forze di sicurezza hanno cercato di indirizzare il corteo nelle traverse di Pobediteley Avenue per poi disperderlo, ma nonostante molti manifestanti avessero bisogno di cure il gruppo si è in parte ricompattato.

Poche ore dopo il corteo si trasferisce tra Storozhevskaya Street e Masherov Avenue, fuori dal centro della capitale, tra gente che applaudiva, sventolando bandiere bianco-rosso-bianche e invitando l’esercito a “Mettere giù gli scudi”.

Proseguono gli scontri e a quel punto le forze di sicurezza effettuano numerosi arresti e spaventano i manifestanti con ulteriori granate stordenti.

La maggior parte dei manifestanti si è dispersa dai quartieri centrali di Minsk verso le 3 del mattino, attualmente la situazione sta tornando tranquilla e la circolazione delle auto in alcuni punti è stata ripristinata.

I manifestanti rischiano molto, dagli 8 a 15 anni di carcere, mentre il ministero dell’interno bielorusso ha fatto sapere di avere il pieno controllo della situazione a Minsk e in altre città.

Nel frattempo, in mattinata arriva il comunicato congiunto da parte dei presidenti di Polonia e Lituania, Andrzej Duda e Gitanas Nauseda, che hanno invitato il funzionario di Minsk a riconoscere e osservare pienamente gli standard democratici, nonché a rinunciare alla violenza e “rispettare le libertà fondamentali, i diritti umani e civili, compresi i diritti delle minoranze nazionali e il diritto alla libertà di parola”.