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Era stato il Primo Ministro più giovane del mondo quando nel 2017 assunse il cancellierato a soli 31 anni.

Oggi, però, dopo soli quattro anni passati sulla cresta dell’onda, la parabola politica del Wunderkind d’Austria sembra volgere al termine: dopo aver lasciato la guida dell’esecutivo lo scorso 9 di ottobre, Kurz ha deciso di dimettersi anche dall’incarico di capogruppo dell’ÖVP e da presidente dello stesso.

«La scelta è stata dettata dalla nascita di mio figlio, devo pensare a lui» ha detto l’ex premier ai microfoni. A pesare sarebbero però state le recenti inchieste contro di lui per ipotesi di reato di peculato, corruzione e concussione.

I giudici austriaci accusano Kurz e i suoi collaboratori di aver finanziato con soldi pubblici alcuni sondaggi che accreditavano favorevolmente il partito conservatore di questi ultimi.

Oltre a ciò, nei giorni scorsi sono state pubblicate sui media nazionali le intercettazioni e i quasi 300 mila messaggi in cui Kurz e la sua cerchia cercavano di screditare e isolare la vecchia nomenclatura del partito.

La fine del giovane politico sarebbe quindi da addebitare in ultima analisi ad una vera e propria resa dei conti all’interno dell’ÖVP, in cui la vecchia guardia avrebbe nuovamente preso le redini del partito, vendicandosi dello sgarbo subito da Kurz e i suoi.

«Non sono né un santo – ha dichiarato ai microfoni l’ex cancelliere – né un criminale. Sono un essere umano con pregi e difetti. Mi difenderò e dimostrerò l’infondatezza delle accuse che pesano sulla mia persona, anche se forse dovrò aspettare anni».

Il nuovo presidente del partito dovrebbe essere l’attuale Ministro dell’interno Nehammer, noto per le sue posizioni intransigenti verso l’immigrazione clandestina.