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«Non abbiamo risparmiato sforzi per superare la crisi causata da questa situazione e dare sostanza ad un quadro di cooperazione». Con queste parole, in un comunicato congiunto, Ciad e Mauritania prendono atto e confermano lo scioglimento del G5 Sahel, la Forza congiunta di contrasto al terrorismo e criminalità organizzata che univa i due paesi al Mali, Burkina Faso e Niger.

G5 Sahel, i ritiri dei paesi membri

«Dall’annuncio, nel maggio 2022, della decisione della Repubblica sorella del Mali di ritirarsi dagli organi della nostra organizzazione, è seguita il 1° dicembre 2023 la volontà delle Repubbliche sorelle del Burkina Faso e del Niger di ritirarsi i propri Paesi da tutti gli organismi e corpi del G5 Sahel, compresa la Forza Congiunta».

Entrambi i paesi affermano così di «prendere atto e rispettare la decisione sovrana» della decisione dei due Paesi di lasciare l’alleanza, seguendo le orme del Mali. Ringraziando «i partner tecnici e finanziari per il loro costante impegno», nella nota si legge che «saranno attuate tutte le misure necessarie, in conformità con le disposizioni della Convenzione sulla Creazione del G5 Sahel, in particolare nel suo articolo 20». Ultimo articolo della convenzione firmata il 19 dicembre 2014 che indica come il G5 Sahel possa essere sciolto su richiesta di almeno tre membri.

La Forza Congiunta si scioglie, ma i problemi persistono

«Da più di un decennio, la nostra subregione sta affrontando una guerra asimmetrica e transfrontaliera, tanto grave quanto drammatica. In un contesto di preoccupazioni reali e di violenza prolungata, i nostri paesi fratelli e amici (Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad) hanno creato, il 15 gennaio 2014, a Nouakchott, il G5 Sahel, per affrontare, in solidarietà, la duplice questione sfida di sicurezza e sviluppo che ha seriamente minacciato la stabilità della subregione. L’ambizione della nostra giovane organizzazione congiunta era strutturata attorno a un trittico strategico: rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione del Sahel, proteggere le popolazioni civili e promuovere lo sviluppo economico e sociale», ricordano gli unici due Paesi rimasti nel G5 Sahel.