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Nel 2020, a meno di due anni dalla sua fondazione, il partito rumeno AUR si presentò alle elezioni parlamentari e riuscì ad ottenere il 9% dei voti, un dato che gli valse la conquista di 33 seggi tra i deputati e 14 tra i senatori. Un risultato notevole, che tuttavia non fece altro che dare il via ad un’ascesa continua. Oggi, la formazione politica sovranista e conservatrice fondata da George Simion e Claudio Tarziu, si appresta ad affrontare l’anno politico più importante della propria storia. Nel 2024 sono in programma le elezioni europee a giugno, a cui seguiranno le amministrative e, verso la fine dell’anno, le presidenziali e le parlamentari. Ad oggi, i sondaggi danno AUR al di sopra del 22% dei consensi.

A Crisis Watch, Simion spiega in esclusiva gli obiettivi del suo partito:

“Vogliamo raggiungere il più alto numero di voti possibili già alle europee. Speriamo di essere il primo partito, per poi presentarci in forze alle tornate locali. L’obiettivo per le politiche è invece il ballottaggio con i socialisti [stazionano attorno al 28%, NdR]. Infine, riuscire ad eleggere il presidente della Repubblica sarebbe davvero un successo politico fondamentale”.

Su quale proposta politica puntate?

“È semplice. Siamo l’unico partito conservatore, patriota e sovranista che esiste in Romania. Tutti gli altri hanno un’impronta di tipo globalista. Noi crediamo in Dio, nella famiglia e nella libertà. AUR è l’unica formazione post-comunista completamente scevra da radici comuniste. Votando noi i cittadini rumeni avranno la grande opportunità di sradicare quella mentalità una volta per tutte e liberarci da quel retaggio. È anche il motivo per cui siamo intenzionati a conquistare il voto dei rumeni all’estero, che sono circa 6 milioni. Molti di loro si sono integrati in Spagna, Francia, Italia e Regno Unito. Si sono confrontati con le realtà di questi Paesi e sono certo sappiano meglio di tutti che per far diventare la Romania una nazione moderna non esiste un’altra opzione”.

Una nazione saldamente inserita all’interno dell’Unione europea che però AUR non stima granché…

“Noi consideriamo l’Ue un male necessario. La prospettiva di uscire dall’Ue per la Romania non è realistica, ma allo stesso tempo non vogliamo che questa si trasformi in un superstato. Crediamo in un’Europa delle nazioni con uno spazio economico comune. Oggi, invece, abbiamo l’opposto. Pensi che dopo 16 anni non siamo all’interno dello spazio Schengen [anche se dal 31 marzo le inizieranno a cadere le frontiere aeree e marittime, NdR]. L’Europa deve essere una realtà comune ma non centralizzata e soprattutto non incentrata sulle necessità di Francia e Germania. Noi abbiamo spesso la sensazione di essere trattati come Paese di seconda classe dai francesi e dai tedeschi, si sentono superiori e si comportano come fossero alla guida di un nuovo impero. E questo non va bene”.

Quindi sognate anche voi di “cambiare l’Europa dall’interno”?

“Vogliamo formare una grande alleanza di partiti conservatori e sovranisti di tutta Europa per fermare le tendenze globalità che dominano l’Ue: il Green Deal, la nascita del superstato europeo, la cancellazione del diritto di veto etc. Matteo Salvini e Giorgia Meloni possono giocare un ruolo importante in questa partita e così come hanno riunito le formazioni di centrodestra in Italia vorrei lo facessero anche in Europa. L’esempio italiano deve essere replicato a Bruxelles”.

In Europa, per la verità, la destra è divisa tra il gruppo dei Conservatori e riformisti (ECR) e quello di Identità e democrazia (Id). Nel primo milita FdI, nel secondo la Lega. Se si votasse domani le proiezioni darebbero 87 seggi ai primi e 82 ai secondi. Riuscire ad accaparrarsi l’adesione di AUR, che per adesso mantiene una certa equidistanza tra Salvini e Meloni, potrebbe rivelarsi fondamentale. Lo stesso vale per Fidesz, col quale però i sovranisti rumeni non vanno granché d’accordo per via delle vecchie contese e delle rivendicazioni territoriali sulla Transilvania. Simion, però, intende lanciare un messaggio distensivo…

“Per noi quello ungherese è sicuramente un modello. Abbiamo un percorso comune, visto che abbiamo conosciuto il paradiso del comunismo [ride, NdR]. Non c’è nessuno scontro politico con loro. Non vogliamo cambiare le frontiere né altro. Siamo vicini. Rispettiamo i diritti delle minoranze ungheresi e lavoriamo per costruire ottime relazioni con Orban”.

La Romania è un Paese di confine con l’Ucraina, letteralmente a un passo dalla guerra. La Romania concede protezione umanitaria temporanea a 150mila rifugiati ed è diventata, insieme alla Polonia, un caposaldo militare per la difesa del fianco orientale della NATO. Simion, del conflitto russo-ucraino e del rapporto con i vicini ha una visione particolare…

“Consideriamo la Russia attuale come una rivisitazione dell’impero zarista e dell’Unione Sovietica. Per noi i sono il male dei mali. Non potrò mai considerare Vladimir Putin un riferimento. AUR non ha timore di definirsi antirusso. Ma, per noi… anche gli ucraini sono russi! Gli ucraini non hanno rispetto per i diritti delle minoranze, compresa quella rumena, né dei diritti fondamentali. Vivono ancora con una mentalità da Unione Sovietica”.

Quindi di ingresso dell’Ucraina in Ue non volete sentir parlare?

“L’Europa deve essere e deve rimanere aperta a tutti. Ma né Volodymyr Zelensky né i suoi predecessori rispettano i diritti. L’Ucraina non ha i requisiti. E per di più è in guerra. Noi non vogliamo importare conflitti. Vogliamo pace”.

Anche se indirettamente, però, la Romania che sogna AUR rischia di finire in una trappola simile: quella delle contese territoriali. Il partito di Simion fin dalla sua fondazione mira alla riunificazione con la Moldova, che da oltre trent’anni ha al suo interno una porzione di territorio controllata dai russi: la Transnistria…

“Romania e Moldova sono separati per colpa di due criminali: Hitler e Stalin. Vogliamo la riunificazione ma certamente al termine di un processo democratico. Non entreremo mai con i carri armati in Moldova. Ma vogliamo proporre due referendum. I nostri sono due stati internazionalmente riconosciuti, devono avere la libertà di poter decidere. Per quanto riguarda la Transnistria, c’è un confine naturale che la delimita: il corso del fiume Dnestr. Che resti pure così”.

Durante la sua recente visita a Roma, ha incontrato Papa Francesco…

“Sì, gli ho regalato una scultura di Balan Fanica. Si chiama ‘Il Giardino della Madre di Dio’ ed è realizzata in legno di noce e vite patinata. Rappresenta lo spazio e lo spirito rumeno attraverso l’idea della famiglia materna e dell’amore per il prossimo. Certo però che ho sentito il Presidente albanese Edi Rama dire che il Pontefice sarebbe il più grande leader socialista europeo. Se così fosse, allora per me i più grandi leader di destra europei sarebbero Salvini e Meloni”.

 

Daniele Dell’Orco