Amnesty International ritira a Navalny lo status di “prigioniero di coscienza”: incitava all’odio degli immigrati

Amnesty International ritira a Navalny lo status di “prigioniero di coscienza”: incitava all’odio degli immigrati

La radio americana Radio Free Europe/Radio Liberty denuncia che Amnesty International ha revocato lo status di “Prigioniero di coscienza” al dissidente russo anti-putiniano Alexei Navalny, conferitogli ufficialmente dopo il suo arresto.
Prigioniero di coscienza è un termine coniato dall’organizzazione internazionale Amnesty International che si batte in difesa dei diritti umani. Il termine si riferisce a chiunque venga imprigionato in base ad alcune caratteristiche: razza, religione, colore della pelle, lingua, orientamento sessuale e credo politico, il tutto senza aver usato o invocato l’uso della violenza.
La potente organizzazione di tutela dei diritti umani conferma e motiva così la sua decisione «il nostro dipartimento legale e politico ha studiato le dichiarazioni di Navalny a proposito degli immigrati in Russia dall’Asia centrale e dal Caucaso settentrionale dalla metà degli anni 2000 e ha stabilito che si qualificassero come incitamento all’odio». Sono gli anni in cui Navalny frequentava le parate dell’estrema destra come la Russian March, un passato che il dissidente ha cercato di far dimenticare per raccogliere l’appoggio delle leadership occidentali e l’investitura estera come leader dell’opposizione a Putin, ma che ora riaffiora a rovinare il suo percorso di legittimazione internazionale a perseguitato politico.

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