Covid? “Chissenefrega!” in Congo si mangia carne di scimmia e di antilope

Covid? “Chissenefrega!” in Congo si mangia carne di scimmia e di antilope

Mentre il mondo è alle prese con la pandemia ed è ben consapevole dei rischi legati alla promiscuità tra uomini e animali (si pensi al caso dei visoni in Danimarca), in Congo esplode la richiesta di carne di animali selvatici, in primis di scimmie, antilopi, pangolini e porcospini. In un reportage del quotidiano francese “Le Monde” redatto nelle ultime ore, infatti, si documenta l’intensificazione della deforestazione e del bracconaggio di diverse specie animali a rischio estinzione nelle foreste dell’Ituri, provincia nord-orientale del Congo.

Secondo le statistiche del Fondo mondiale della natura (Wwf), il commercio illegale legato al bracconaggio muove oltre tre milioni di tonnellate di selvaggina ogni anno. I virologi, nel frattempo, lanciano l’allarme: “è elevato il rischio di trasmissione di patologie tra uomo e specie animali in condizioni di promiscuità, come dimostrano i precedenti legati all’Hiv e all’Ebola”.

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