Grecia-Turchia, facciamo il punto di cosa sta accadendo tra Mediterraneo ed Egeo

Grecia-Turchia, facciamo il punto di cosa sta accadendo tra Mediterraneo ed Egeo

La Grecia, l’Italia, la Francia e Cipro hanno lanciato oggi un’esercitazione aeronautica congiunta a sud-ovest dell’isola Cipro.

 

Le esercitazione militare denominata “Eunomia”, iniziata questa mattina, fa parte della cooperazione tra i quattro paesi per affrontare le crescenti tensioni nel Mar Mediterraneo tra Atene e Ankara.

 

Le manovre, che termineranno il 28, si svolgono nell’ambito della Quartet Cooperation Initiative (Quad), e comprendono sia operazioni aeree e di superficie, nonché di ricerca e salvataggio.

 

La Grecia segue con un approccio cauto all’escalation turca, come dimostrano le dichiarazioni in una recente dichiarazione stampa, del ministro della Difesa greco Nikos Panagiotopoulos che ha affermato: «l’iniziativa mira a dimostrare l’impegno dei quattro paesi mediterranei europei per lo stato di diritto come parte della politica di allentamento delle tensioni».

 

Intanto la Turchia ha inviato le proprie navi davanti all’isola greca di Kastellorizo e prevede di perforare al largo di Creta.

 

Infatti, pochi giorni fa il ministro della Difesa turco Hulusi Akar, durante il suo intervento dai cantieri navali di Tuzla, dove poco prima Erdogan annunciato il rafforzamento della flotta turca con sottomarini e fregate, aveva duramente apostrofato le posizioni greche definendole e «invalide e irrazionali».

 

LA ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA: PRECEDENTE GRECO

Ma a scatenare l’ira del Sultano di Ankara è la ZEE, ovvero un’area del mare adiacente le acque territoriali in cui uno Stato ha pieni diritti per la gestione delle risorse naturali (in questo caso gas e petrolio) e di conseguenza giurisdizione in materia di installazione e uso di piattaforme artificiali.

 

Riguardo l’accordo ZEE greco-egiziano, definito da Erdogan invalido, Atene ha creato un precedente di diritto internazionale utilizzabile nella diatriba dell’Egeo: le isole sono riconosciute come massa continentale anatolica, così come lo saranno isole elleniche adiacenti la costa turca.

 

Sempre Akar, durante la conferenza ha dichiarato che «le richieste e le pratiche unilaterali della Grecia di prendersi cura solo dei propri interessi nell’Egeo e nel Mediterraneo, ovvero la militarizzazione delle isole, l’obbligo di 10 miglia di spazio aereo, nonché le richieste di avere 40mila km quadrati per la piccola isola di Kastelorizo sono incompatibili con la logica, il diritto internazionale e le relazioni di buon vicinato».

 

In questo panorama internazionale movimentata l’Italia, che non prende una reale posizione anti-turca, ha organizzato con Ankara un “passex”, ovvero un’esercitazione con le navi militari turche per garantire che queste possano comunicare e cooperare in tempo di guerra o di aiuti umanitari.

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