Niger, tutti i dettagli sull’attentato in cui martedì sono morte 69 persone [FOTO]

Niger, tutti i dettagli sull’attentato in cui martedì sono morte 69 persone [FOTO]

Arrivano conferme dal Governo del Niger che rende noti i dati del tragico attacco dì questo martedì che ha tolto la vita ad almeno 69 persone.

L’attentato è avvenuto nel villaggio di Adab-Dab, a 55 km da Banibangou, nella regione del Tillaberi al confine con il Mali e il Burkina Faso; una zona storicamente instabile dove – solo negli ultimi 365 giorni – sono state uccise circa 500 persone in attacchi dì questo genere.

Un gruppo di uomini armati ha attaccato il convoglio guidato dal sindaco locale, ucciso anche lui nell’aggressione.

«Il sindaco del comune di Banibangou, mentre viaggiava con una delegazione del comune, è stato teso un’imboscata da banditi armati non identificati», ha detto il Ministero in una nota.

Al momento non ci sono rivendicazioni, ma i gruppi armati che operano in questo territorio sono spesso legati a organizzazioni terroristiche come al Qaeda e Stato Islamico.

«Il bilancio provvisorio dell’attacco è di 69 morti, compreso il sindaco, e 15 sopravvissuti», si legge in conclusione della nota.

Da paese più povero del mondo secondo l’indice di sviluppo umano (ISU) delle Nazioni Unite, il Niger sta affrontando insurrezioni jihadiste sia al confine occidentale con il Mali e il Burkina Faso, sia al confine sud-orientale con la Nigeria.

L’insurrezione occidentale è iniziata con le incursioni nel 2015. Lo spargimento di sangue è aumentato nel 2017, con massacri compiuti da gruppi affiliati ad al-Qaeda e al cosiddetto Stato Islamico.

In questo quadro di insicurezza si aggiunge anche la grave crisi alimentare che flagella il paese del continente africano, dove almeno 600mila persone – tra cui molti bambini – sono esposti al rischio di assenza parziale o totale di cibo.

«L’insicurezza e gli attacchi ricorrenti di elementi sospetti di gruppi armati non statali, che prendono di mira agricoltori e civili, avranno gravi ripercussioni quest’anno sulla già precaria situazione alimentare», ha avvertito l’ufficio del Coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite in un rapporto inviato all’Afp il mese scorso.

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