Skip to main content

Negli ultimi giorni, a prescindere dalla posizione assunta in materia di un possibile intervento NATO in favore di un cambio di regime per mano militare in Iran (poi in parte concretizzatosi con il bombardamento americano dei siti nucleari di Teheran), i leader occidentali hanno ribadito a più riprese come sia inconcepibile che l’Iran si doti del nucleare a scopo militare. Un’eventualità, quella della minaccia nucleare di Teheran, che ha svolto il ruolo di pretesto per l’attacco di Israele proprio contro l’Iran e, in seguito, per il bombardamento ordinato da Donald Trump.

L’AIEA sul nucleare iraniano: «Mai detto che l’Iran sta costruendo un’arma nucleare»

Sul tema nei giorni scorsi era intervenuta tuttavia l’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, smentendo nei fatti i leader occidentali: «Siamo arrivati alla conclusione di non poter affermare che al momento ci sia stato alcuno sforzo sistematico in Iran per cercare di sviluppare un’arma nucleare» ha dichiarato Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia, a Sky News. Tel Aviv, per giustificare l’attacco su Teheran, aveva fatto ricorso ad un rapporto della stessa agenzia che afferma che l’Iran sta arricchendo l’uranio al 60% e questo è «un elemento di preoccupazione». Ma «dire che stanno costruendo un’arma nucleare… non abbiamo detto questo» ha precisato Grossi.

Più in generale, al momento circa il 90% delle testate nucleari mondiali (che in totale sono 12.241) è detenuto da Stati Uniti e Russia, rispettivamente 5.177 e 5.459 unità. Si tratta di numeri forniti da una recente stima dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), secondo cui il declino decennale delle scorte globali di armi nucleari è terminato, e il numero di testate in tutto il mondo probabilmente inizierà ad aumentare nel prossimo futuro.

Gli arsenali atomici nel mondo: armi nucleari in aumento

«Il ritmo dello smantellamento sta rallentando, mentre il dispiegamento di nuove armi nucleari sta accelerando» dicono dal SIPRI, ma l’Iran non sarebbe tra gli indiziati. Sebbene nel 2024 il numero di testate sia rimasto invariato, il Regno Unito ha in programma di aumentare il suo attuale arsenale di 225 testate a 260 sfruttando l’attuale contesto di aumenti della spesa militare in ambito Nato: Londra ha già annunciato di voler investire 15 miliardi di sterline per espandere e potenziare la propria capacità nucleare, ritirato parallelamente i precedenti impegni (presi nel 2021) a ridurre le proprie scorte adducendo ad un cambiamento nel contesto della sicurezza.

Le armi nucleari francesi

Stabile nel 2024 anche il numero di testate francesi, stimabile per il SIPRI a 290 testate. Ma la Francia ha anche investito nella modernizzazione e nell’aggiornamento delle sue armi nucleari, con il presidente Emmanuel Macron che ha aperto alla possibilità di estendere il suo “ombrello nucleare” a tutto il Vecchio continente in funzione anti-russa.

Le armi nucleari in Cina, India e Pakistan

Guardando al resto del mondo, l’arsenale in più rapida crescita a livello globale è quello cinese: le testate di Pechino aumentano di circa 100 unità ogni anno dal 2023, ed oggi si attesterebbero in totale a 600. L’India secondo l’Istituto avrebbe leggermente ampliato il proprio arsenale in virtù del recente inasprimento dello storico conflitto con il Pakistan (che può contare su circa 170 testate), portandolo intorno alle 180 testate.

Il programma nucleare segreto di Israele

C’è infine lo stesso Israele, che pur attaccando l’Iran con il pretesto di volersi difendere preventivamente dagli sforzi nucleari di quest’ultimo, da decenni conduce segretamente un programma nucleare più volte oggetto di richiami da parte delle Nazioni Unite. Secondo il SIPRI, ad inizio 2025 Tel Aviv sarebbe stata in possesso di circa 90 testate nucleari.