I colloqui tra il governo siriano e le Forze Democratiche Siriane (SDF) si sono conclusi con un nulla di fatto. Il motivo principale è stato il rifiuto netto di Damasco di accettare le principali richieste avanzate dalla componente curda, tra cui il mantenimento di una forza militare autonoma SDF e il riconoscimento di una governance decentrata nella Siria nord-orientale.
Autonomia curda e forze militari indipendenti: i nodi irrisolti
Fawza Youssef, a capo delle sottocommissioni negoziali dell’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord-Est, ha dichiarato che il governo siriano non è seriamente impegnato nell’attuazione dell’accordo del 10 marzo. «Qualsiasi intesa deve riconoscere i diritti e l’autonomia del nostro popolo» ha affermato Youssef, chiedendo inoltre la fine degli arresti arbitrari e dei discorsi d’odio contro i curdi e le altre minoranze etniche.
L’Amministrazione Autonoma ha ribadito il proprio sostegno all’accordo, ma ha criticato con forza la posizione di Damasco, che ha respinto tutte le richieste chiave. In particolare, l’SDF chiedeva:
- Il mantenimento di una forza militare separata, ma integrata nell’esercito siriano;
- Il riconoscimento formale di forme di autogoverno locale nel nord-est siriano.
Il governo siriano, invece, insiste sulla riaffermazione della sovranità centrale di Damasco su tutto il territorio nazionale, escludendo qualsiasi tipo di concessione che possa legittimare l’autonomia curda.
Stallo nei colloqui a Damasco sull’autonomia curda: mediazione internazionale in corso
Le ultime sessioni di dialogo, tenutesi nella capitale siriana, si sono svolte sotto la supervisione dell’inviato statunitense Thomas Brack e del rappresentante francese Baptiste Fiver. Tuttavia, i negoziati hanno evidenziato un profondo divario politico tra le parti.
Secondo fonti presenti all’incontro, la delegazione degli Stati Uniti ha lasciato la sessione in modo improvviso e visibilmente irritata, dopo che l’SDF ha respinto tutte le proposte presentate dai ministri siriani degli Esteri, Interni e Difesa. Fawza Youssef ha annunciato che sono in preparazione nuove tornate di negoziati con il coinvolgimento di “Paesi terzi” attivi nella mediazione diplomatica.
Tuttavia, ha avvertito che senza un cambio di approccio da parte del governo siriano, sarà difficile raggiungere un accordo duraturo. Ha anche lanciato un appello per il rilascio dei detenuti curdi e per una maggiore cooperazione nella lotta contro le cellule residue dell’ISIS.
Al-Shaibani: attesa una dichiarazione ufficiale sui colloqui
È attesa nelle prossime ore una dichiarazione da parte di Asaad al-Shaibani, attuale Ministro degli Esteri siriano e ex membro fondatore della branca siriana di Al-Qaeda, il Fronte al-Nusra, oggi noto come Hay’at Tahrir al-Sham (HTS).
Il coinvolgimento di figure con un passato nei gruppi jihadisti solleva ulteriori interrogativi sulla direzione politica del governo siriano. La situazione resta tesa, e la mancanza di compromessi concreti potrebbe aggravare ulteriormente la crisi nel nord-est della Siria.
