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La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato il “Countering CCP Drones Act“, un provvedimento che, se ratificato dal Senato, renderebbe i droni DJI illegali negli Stati Uniti, vietandone la vendita.

L’atto è inserito nel National Defense Authorization Act (FY25 NDAA) del 2025, importante legge annuale che definisce le spese per la difesa degli Stati Uniti.

Il dominio di mercato cinese e i timori per la sicurezza USA

DJI, principale produttore cinese di droni, domina il mercato globale con una quota superiore al 70% con il 6% delle azioni dell’azienda controllate da imprese statali cinesi.

Una situazione che ha allarmato i legislatori statunitensi tra timori di «potenziali backdoor, rischi per la sicurezza nazionale e possibili attività di sorveglianza tramite droni».

La guerra commerciale con Pechino

Sebbene questo divieto non rappresenti un attacco diretto alla Cina, come le misure legate alla guerra commerciale sui semiconduttori, si inserisce in una tradizione di restrizioni contro aziende cinesi di successo sul suolo americano.

I legislatori statunitensi giustificano queste misure come necessarie per la «sicurezza nazionale» piuttosto che come parte di un conflitto commerciale.

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato: «Ciò su cui ci concentriamo è solo la tecnologia più sensibile che potrebbe rappresentare una minaccia per la nostra sicurezza. Non siamo concentrati sul taglio del commercio o sul contenimento della Cina».

La risposta di DJI

In risposta alle potenziali restrizioni imposte dal “Countering CCP Drones Act”, DJI ha invitato i propri clienti americani a contattare i Senatori per esprimere la loro opposizione al divieto.

Contemporaneamente, l’azienda ha comunicato attraverso il blog “Viewpoints” importanti aggiornamenti alle funzionalità delle sue applicazioni DJI FLY per i droni consumer e DJI Pilot 2 per i droni Enterprise, al fine di limitare le crescenti preoccupazioni relative alla privacy.