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Da quando in Argentina è sorto il nuovo governo guidato da Javier Milei, l’attenzione è stata catturata anche dalla figura della “VicepresidentaVictoria Villaruel, ma è di poche ore fa la notizia della rottura tra le due personalità politiche del Paese sudamericano.

La rottura tra Villaruel ed il presidente argentino

In un’intervista televisiva, Milei ha definito Villaruel “parte della casta” e ha confermato ciò che da mesi si presumeva, ovvero l’intenzione da parte dell’avvocatessa di portare avanti una propria agenda politica personale. Perpetrando la tradizione politica argentina che continua a presentare sul piano pubblico donne dalla forte personalità, Villaruel si è subito ritagliata il ruolo di ala dura conservatrice all’interno della nuova coalizione governativa.

Fortemente critica nei confronti dei governi di Cristina Kirchner, Villaruel ha da sempre disapprovato l’inserimento, in posizioni di comando e in importanti enti statali, di personalità legate o comunque vicine ai Montoneros, vecchio movimento politico argentino che fra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso fu, tramite alcuni suoi aderenti, autore di azioni terroristiche nei confronti di civili e militari.

L’attuale vicepresidente si è spinta a rivendicare la dignità dei militari e dei civili uccisi per mano della guerriglia in Argentina, innescando un virulento dibattito sullo stato della memoria pubblica nel paese sudamericano.

Il conservatorismo di Villaruel e le controversie

La stessa Villaruel non è stata esente da controversie pubbliche, in particolare per via delle sue visite in carcere a figure di vertice della giunta civico-militare degli anni ’70, come Videla e Astiz.

Inoltre, la Vicepresidenta si è distinta per prese di posizione decisamente conservatrici come la sua contrarietà all’aborto, alle derive individualistiche del femminismo e la sua opposizione alle manifestazioni dei Piqueteros, movimento dedito ai blocchi stradali allo scopo di porre l’attenzione sulle problematiche sociali fondamentali.

Pur rimanendo sino ad ora all’interno del governo libertario di Milei e non ponendosi pubblicamente contro le direttive economiche liberiste, Villaruel ha voluto marcare il suo posizionamento, particolarmente conservatore, distinguendolo da quello dall’attuale coalizione di maggioranza, al punto da polemizzare con alcuni appartenenti della creatura politica di Milei, La Libertad Avanza, come Lilia Lemoine.

La Vicepresidenta Villaruel strizza l’occhio ai peronisti

Sempre più evidente è, infine, il tentativo di Victoria Villaruel di lanciare segnali importanti nei confronti del variegato e complesso mondo del peronismo, tentando di attirarne quelle componenti, se non proprio tradizionaliste, quantomeno più vicine al conservatorismo, in nome del comune nazionalismo.

Non è un caso che il 17 ottobre scorso, il “Giorno della lealtà” per i peronisti, in cui si celebra la fedeltà del movimento al generale suo fondatore e alla dottrina, Villaruel ha incontrato a Madrid Isabel Perón, ultima moglie del generale e oppositrice della guerriglia argentina degli anni ’70, compresa quella nata dal seno del peronismo.

L’iniziativa della Vicepresidenta ha riscontrato il favore del leader ortodosso Guillermo Moreno, ma la sua personalità continua a suscitare la contrarietà di esponenti del nazionalismo peronista come Santiago Cúneo e César Biondini, a dimostrazione di come la stessa “destra” peronista sia divisa su una figura che sta marcando sempre di più la scena politica del Paese del Cono Sud.

Matteo Boniello