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Oltre cento morti e quasi duecento feriti a seguito di due esplosioni avvenute a Kerman, in Iran, durante una manifestazione per il quarto anniversario della morte del generale Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio 2020 in un’operazione statunitense in Iraq.

Le cause: un attentato terroristico

Le deflagrazioni hanno avuto luogo a distanza di pochi minuti l’una dall’altra lungo la strada percorsa dai pellegrini diretti al mausoleo di Soleimani, vicino alla moschea Saheb al-Zaman di Kerman.

Una delle ambulanze arrivate sul luogo dell'esplosione

Inizialmente attribuite a bombole di gas, le autorità locali hanno ora confermato che si tratta di un attentato terroristico, con l’autore che ha fatto esplodere ordigni esplosivi in mezzo alla folla. Le forze di sicurezza «si sono impegnate fin da subito nelle indagini» ma la situazione sottolinea la fragilità delle misure di sicurezza in Iran.

«I terroristi dietro l’esplosione nel cimitero di Kerman sono mercenari di potenze arroganti e saranno certamente puniti», ha dichiarato il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Ejei, citato da Irna.