Una “nuova” diplomazia si affaccia nel Caucaso: il prossimo vertice della NATO, previsto a Washington per luglio, vedrà la partecipazione dei ministri degli esteri di Armenia e Azerbaigian, su invito degli Stati Uniti.
A dichiararlo, l’assistente segretario presso l’Ufficio degli affari europei ed eurasiatici degli Stati Uniti James O’Brien, durante la sua visita a Baku.
La conferma di Yerevan
L’Armenia ha confermato la propria presenza al vertice, sottolineando la sua partecipazione agli eventi legati al 75° anniversario dell’organizzazione, insieme ad altri rappresentanti delle “nazioni partner”.
Anche Baku ha confermato la sua adesione. Il portavoce del Ministero degli Esteri armeno, Ani Badalyan, ha informato il quotidiano Armenpress che al momento «non sono stati discussi ulteriori accordi», ma l’avvicinamento del Paese alla NATO e all’Unione Europea sia ormai un dato di fatto.
L’avvicinamento al blocco occidentale
Già ad inizio giugno, il primo ministro Nikol Pashinyan aveva annunciato che l’Armenia si sarebbe ritirata dall’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (CSTO), l’alleanza militare composta da Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Tagikistan e Kirghizistan.
Peace would change the region, bring stability, connectivity, and economic opportunity to people in the region. pic.twitter.com/EStNql0oK2
— Assistant Secretary Jim O’Brien (@StateEUR) June 28, 2024
Una frattura che si è acuita negli anni. Nel gennaio del 2023 l’Armenia si rifiutò di ospitare le esercitazioni del CSTO sul proprio territorio, per poi ospitare, nel settembre dello stesso anno, quelle con gli Stati Uniti chiamate “Eagle Partner”.
I possibili colloqui di pace
L’invito al vertice della NATO potrebbe rappresentare un’opportunità per gli Stati Uniti di facilitare nuovi colloqui di pace tra Armenia e Azerbaigian – i precedenti portarono ad un nulla di fatto -, sebbene al momento non siano stati annunciati incontri specifici a margine dell’evento.
Durante il briefing a Baku con James O’Brien, il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov ha ribadito la posizione dell’Azerbaigian sulla necessità di «modificare la Costituzione armena e gli atti legislativi» relativi alle rivendicazioni territoriali di Yerevan, sottolineando la necessità di rispettare «l’integrità territoriale e la sovranità dell’Azerbaigian».
