Skip to main content

Eurodeputati spaccati sulle “missioni di pace” di Orbán. Come riportato da Politico, sarebbero 63 i membri del parlamento europeo che, con una lettera rivolta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, hanno chiesto la «sospensione del diritto di voto dell’Ungheria» in seno al Consiglio dell’Unione Europea.

La lettera degli europarlamentari

Una lettera dai toni duri che si configura come uno degli ultimi attacchi politici diretti al leader ungherese, sostenuta da alcuni deputati dei gruppi parlamentari di Renew, Sinistra e i Verdi e il PPE».

Nel documento, indirizzato anche al presidente del Consiglio europeo Charles Michel e al capo del Parlamento europeo Roberta Metsola, i firmatari sostengono che il primo ministro ungherese Viktor Orbán abbia «già causato danni significativi, sfruttando e abusando del ruolo della presidenza del Consiglio». [ndr. dal 1° luglio 2024, l’Ungheria ha assunto la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea nella consueta rotazione semestrale che vede l’alternarsi degli Stati membri].

Gli incontri diplomatici

Sotto accusa finiscono così i recenti viaggi a Mosca e Pechino mentre nessun riferimento viene fatto per quelli a Kiev e Washington.

Orbán ha intrapreso diverse visite diplomatiche, comprese quelle dove ha incontrato Putin in Russia e Xi Jinping in Cina, cercando di muoversi in una «distensione dei rapporti e possibili alternative» al conflitto ma secondo i deputati avrebbe «intenzionalmente travisato i suoi poteri».

 

«Ciò richiede azioni reali – aggiungono -, come la sospensione dei diritti di voto dell’Ungheria in Consiglio, poiché la pratica ha dimostrato che le semplici condanne verbali di questa situazione non hanno alcun effetto».

Il report delle visite sul tavolo del Consiglio Europeo

Intanto, nella giornata di oggi, Balaz Orban, braccio destro del premier ungherese Viktor Orban, ha dichiarato che «il Primo Ministro ha informato per iscritto i leader del Consiglio Europeo sui negoziati, sulle esperienze della prima fase della missione di pace e sulle proposte ungheresi», aggiungendo: «Se l’Europa vuole la pace e vuole avere un ruolo decisivo nella risoluzione della guerra e nella fine dello spargimento di sangue, deve ora elaborare e attuare un cambiamento di direzione».

Raffaele Bonsi