Le proteste della popolazione armena non sono riuscite a fermare la cessione di alcuni villaggi del nord all’Azerbaigian, una decisione del governo guidato da Nikol Pashinyan che ha suscitato ampie polemiche e tensioni lungo tutto il Paese.
Le truppe di confine azere, secondo fonti locali, sarebbero già dislocate nei pressi del villaggio di Kirants nonostante gli accordi ufficiali prevedessero l’entrata in vigore della nuova delimitazione solo dal 24 luglio.
Cosa dicono gli accordi tra Armenia e Azerbaigian
Il processo di delimitazione del confine tra Armenia e Azerbaigian, iniziato il 19 aprile e conclusosi il 15 maggio, è stato formalizzato durante un incontro tra i vice primi ministri dei due paesi.
The first border sign has been installed in the Tavush-Kazakh section of the Armenia-Azerbaijan state border. pic.twitter.com/5My9zR6tkE
— Nikol Pashinyan (@NikolPashinyan) April 23, 2024
Un processo transitorio che avrebbe dovuto garantire una fase di preparazione ma la presenza anticipata delle truppe azere nella regione ha generato ulteriori tensioni tra i cittadini locali.
La protesta degli abitanti del villaggio
Kamo Shahinyan, capo della comunità di Kirants, ha confermato che le truppe di Baku «sono arrivate il 15 luglio» nei pressi del ponte all’ingresso del paese a pochi metri dalla scuola, anticipando di diversi giorni la data prevista.
In una dichiarazione rilasciata ad un quotidiano armeno, Shahinyan ha espresso la determinazione degli abitanti del villaggio a non abbandonare le proprie case: «Non abbiamo mai avuto paura di nessuno. Sarebbe un vero peccato andarsene. Il popolo di Kirants è un eroe, è forte e non ha nulla da temere» sottolineando la volontà della comunità di difendere la propria terra e la propria casa: «Sorveglieremo con fermezza le porte di Armenia».
