L’esercito israeliano si è detto pronto ad inviare ordini di convocazione militare a migliaia di giovani ebrei ultra-ortodossi.
La decisione, riportata dal portale di notizie locale Ynet, segue la sentenza della Corte Suprema israeliana emessa a giugno che ha stabilito «l’inesistenza di una base legale» per esentare gli studenti religiosi ebrei dalla leva militare.
La posizione dell’esercito
La decisione della Corte Suprema rappresenta una mossa storica che potrebbe ridisegnare i rapporti tra Stato ed ultra-ortodossi.
Secondo una nota ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), domenica 21 luglio 2024 inizierà l’iter per l’emanazione dei primi provvedimenti di convocazione, parte di un programma volto a integrare i membri della comunità Haredi nelle fila dell’esercito.
L’IDF ha sottolineato l’importanza di «reclutare personale da tutte le parti della società israeliana» per rispondere alle «crescenti esigenze operative», dati i continui e complessi scenari di sicurezza del Paese.
L’opposizione della comunità ultra-ortodossa
La comunità ultra-ortodossa, nota come Haredi, si è opposta alla sentenza sostenendo che il loro contributo alla nazione derivi dallo studio dei testi sacri, un’attività che ritengono «fondamentale per garantire l’inviolabilità dello Stato ebraico».
La comunità Haredi minaccia azioni su larga scala e lo fa partendo da una maxi manifestazione a Tel Aviv.
Contro il reclutamento obbligatorio si è schierato anche il rabbino israeliano Dov Landau, che ha dichiarato: «uno stato che recluta yeshivas non ha il diritto di esistere».
Assaltati anche due alti ufficiali
Durante la scorsa notte, decine di Haredim hanno bloccato il percorso di due ufficiali delle Idf, il capo del comando di addestramento, generale David Zini, e il capo della divisione pianificazione e della gestione del personale, colonnello Shai Tain a Bnei Brak, città nota per la sua forte presenza ultra-ortodossa, lanciando pietre contro i veicoli e descrivendo gli agenti come “assassini”.
